Pronto Soccorso Emozionale

bimbo che piange

Nelle prime settimane dopo la nascita le crisi emozionali hanno spesso uno sviluppo drammatico.  I neonati piangono per ore senza che i genitori riescano a tranquillizzarli. Per i genitori i sintomi di questi vissuti di crisi sono il sentimento di impotenza insieme a periodi di acuta rabbia nei confronti del neonato e di se stessi, con conseguenti forti sensi di colpa e di inadeguatezza.

Il Pronto Soccorso Emozionale è un intervento breve, rivolto alla triade madre-padre-neonato, e si propone di ristabilire le innate capacità di autoregolazione della salute del bambino e di interrompere quel circolo vizioso di tensione e stress che le crisi neonatali provocano. Lo scopo è ristabilire il contatto bioenergetico ed emozionale tra genitori e bimbo.

Nel lavoro con i genitori l'accento è posto sulla regolazione del contatto bioemozionale con il loro bambino: come lo si mantiene o come involontariamente lo si interrompe. I genitori possono imparare a superare le loro difese, ancorate profondamente in loro e a permettersi nuove esperienze con il bambino.

mamma con bimbo

Nel lavoro con i bambini, attraverso il contatto corporeo e il massaggio bioenergetico dolce si sciolgono i blocchi energetici e le tensioni corporee. Durante questo lavoro il linguaggio espressivo corporeo del bambino diventa più armonioso e il contatto emozionale con i genitori e con il mondo si espande.  E’ scientificamente documentato che attraverso le prime esperienze di contatto bio-emozionale all’inizio della vita, il bambino impara risposte  psicomotorie ed emozionali che restano impresse per tutta la vita.

E’ una specie di grammatica emozionale e comportamentale con la quale costruisce il suo senso di identità e la sua salute.

bimbo che gioca

Origini del metodo

famiglia

Il lavoro del Pronto Soccorso Emozionale (Primo Soccorso Orgonomico) si basa sulle ricerche di W. Reich che, nel 1949, realizzava un progetto di ricerca interdisciplinare: l'OIRC, (Orgon Infant Research Center - "Bambini del futuro").

Il Centro studiava e approfondiva la natura di un bambino sano al fine di capire quali fossero le cause che fanno perdere, già all'inizio della vita, la vitalità fisica ed emozionale. Tale studio permette altresì una precisa comprensione di come funzioni la bioenergia tra madre e bambino e come può essere protetta nel suo funzionamento.

Reich ha elaborato un modello funzional-energetico per i processi di sviluppo del bambino durante la gravidanza, la nascita e nel periodo dopo la nascita.

Già in ognuna di queste fasi il bambino possiede una sua naturale energia biologica, enormemente produttiva ed adattiva, che si espande dalle sue proprie fonti, fa contatto con la madre e inizia a formare l'ambiente secondo i propri bisogni.

Eva Reich, seguendo le ricerche del padre, ha elaborato i metodi semplici ed efficaci della Gentle Bioenergetics (bioenergetica dolce) e ha insegnato in tutto il mondo, sin dagli Anni Sessanta, il modo di promuovere il benessere e la salute tra madre e bambino nel periodo pre-peri-postnatale e l'intervento nelle crisi postnatali con il contatto bioenergetico.

Da questa base teorica e operativa sono nate in Europa e  in Italia, le Baby Cry Clinic o Centri di Aiuto al Bambino che Piange con l'obiettivo di intervenire in modo precoce e specialistico nei casi di difficoltà emotiva del neonato (pianti frequenti, difficoltà di sonno, coliche idiopatiche, difficoltà di nutrizione...) e della famiglia sotto stress.

Thomas Harms

L'intervento di Pronto Soccorso Emozionale di Eva Reich, che arriva a noi dall'elaborazione di Silja Wendelstadt e successivamente di Thomas Harms, consiste in una serie di incontri, da un minimo di 3 ad un massimo di 10, tra lo specialista, i genitori e il neonato in cui la famiglia viene aiutata a decodificare in maniera efficace i segni del disagio, e a trovare una possibilità nuova di risoluzione dello stesso riorganizzando le risorse e le potenzialità disperse nella crisi.

Cosa è una crisi emozionale? Come si forma una corazza a livello fisico e emotivo in un bambino che blocca la sua naturale capacità di autoregolazione? Come si distingue un bambino corazzato da uno autoregolato? Come si ottiene che un bambino abbandoni il suo ritiro emozionale, per ristabilire subito, prima ancora che nasca un blocco, il suo compromesso equilibrio bioenergetico, la sua salute?

Il bambino sano è autoregolato ed è soprattutto un bambino in contatto bioenergetico con la madre. Un bambino in contatto con la madre sente fluire e vibrare l'energia in tutto il suo corpo. Onde di eccitazione fluiscono nel bambino, che coordina i movimenti delle braccia, delle gambe, delle mani, del viso e degli occhi in un'unica espressione di piacere di funzionare. Egli è roseo, caldo, grazioso e attraente e si lascia amare. Con il suo linguaggio del corpo esprime salute vibrante e il suo "SI!" alla vita.

Quando il flusso dell'energia è bloccato, Reich parla del "NO" che il bambino esprime rispetto all'ambiente. E' la manifestazione corporea del fatto che il bambino si sente "costretto" a ritirarsi dal mondo a causa di un conflitto insuperabile. Il flusso naturale dell'energia biologica, a causa del trauma che è ancorato nel corpo (sotto forma di contrazioni muscolari), è interrotto, non pulsa più con un movimento equilibrato dal nucleo verso la periferia e dalla periferia verso il nucleo, e non collega più organi e membra in un unificato flusso autoespressivo. Il bambino vorrebbe rilassarsi, abbandonarsi, ma il suo corpo ha perso la possibilità di farlo. La disintegrazione si manifesta più chiaramente nell'"arc de cercle". E' interessante osservare come questa forma corporea di reagire, nell'interazione con la madre, provochi un atteggiamento di rifiuto nella madre stessa. La perdita del contatto emozionale, cioè contatto bioenergetico alla base di ogni contrazione biologica di un bambino, provoca la fine dell'interazione all'interno della diade madre-bambino. Essi si rifiutano, non si trovano. La coordinazione interrelazionale si è persa. Si crea uno pseudo-contatto. In questo contesto energetico-funzionale di perdita del contatto bioenergetico, il bambino sa, perché lo percepisce a livello emozionale, che sta perdendo le basi della sua esistenza.Le crisi emozionali nelle prime settimane e mesi dopo la nascita possono avere uno sviluppo drammatico. I genitori si sentono impotenti e depressi, a volte sono presi da crisi di acuta rabbia nei confronti dei neonati con conseguenti sensi di colpa e disperazione. Insieme con i loro pediatri non sanno cosa fare.Il PSE si propone di ristabilire, tra madre e neonato, le innate capacità di amarsi e di autoregolare la loro salute attraverso il contatto bioenergetico.

 

Il Pronto Soccorso Emozionale è perciò un approccio ad orientamento corporeo che viene utilizzato nella prevenzione delle crisi e nella consulenza per lo sviluppo così come in psicoterapia preventiva con i genitori, i neonati e bambini piccoli.

Il Basic Bonding, la "connessione del legame tramite il tocco " è parte della formazione e del lavoro terapeutico ed è stato approfondito dal lavoro e dalla ricerca sul Minimo Stimol di Eva Reich da Silja Wendelstadt e Mechthild Deyringer. L'approccio ha le sue radici nella psicoterapia ad orientamento corporeo, nonché nelle conclusioni della moderna ricerca sul cervello e dell’attaccamento.

Su questa base il Pronto Soccorso Emozionale di Eva Reich nella sua forma attuale è stato sviluppato sin dagli anni 90 dalla psicologa e psicoterapeuta Silja Wendelstadt e da Thomas Harms.L'idea centrale del Pronto soccorso Emozionale è quella di sostenere e mantenere fin dall'inizio il legame emotivo ed energetico tra genitore e bambino.

Il Pronto Soccorso  Emotionale ritiene che il dialogo sensibile e amorevole degli adulti con i loro bambini  è fortemente compromesso dalla capacità di rilassare il corpo e dalla percezione di sé.

l Pronto Soccorso Emozionale è un intervento di sostegno nel superamento delle crisi del primo periodo dopo la nascita, come ad esempio nelle situazioni di  pianto inconsolabile del neonato. L’intervento con genitori e bambino è centrato sulla promozione di esercizi per la consapevolezza del corpo, sulla respirazione e il rilassamento.

Dalla viva esperienza di riconnessione con il proprio corpo, con le emozioni contenute e con lo stato emozionale del bambino i genitori hanno l’opportunità di vivere e ri-comprendere il profondo legame bioemozionale che li unisce al loro piccolo.

Nasce così un metodo semplice, facile da utilizzare precocemente dai genitori per trovare una via d'uscita nella situazione di crisi, con il risultato di rafforzare le competenze di contatto e relazione tra genitori e figli e promuovere l'empatia. Negli ultimi anni è stato dimostrato che un adeguato processo di primo soccorso emotivo è un prezioso strumento:

  • Per i genitori in attesa il Pronto Soccorso Emozionale contribuisce allo sviluppo di un legame d'amore con il nascituro ed è usato terapeuticamente nella crisi o in caso di complicazioni durante la gravidanza.

  • Per la preparazione al parto e durante il travaglio possono essere utilizzati Elementi di Pronto Soccorso Emozionale, sia come auto-aiuto per i genitori, sia dalle ostetriche come un supporto professionale in situazioni difficili.

  • Il Pronto Soccorso Emozionale è adatto per la prevenzione e la risoluzione delle crisi post-partum tra genitori e il neonato. Il Pronto Soccorso Emozionale è adatto per la prevenzione e la risoluzione delle crisi post-partum tra genitori e il neonato.

  • Nei casi di forte stress fisico, psicologico ed emozionale dato da situazioni di nascita traumatica il Pronto Soccorso Emozionale consente un sensibile intervento terapeutico per i genitori.

  • Il Pronto Soccorso Emozionale è efficace nel trattare  i disturbi di regolamentazione del bambino, come l’irrequietezza e l'ansia cronica, il pianto inconsolabile, le cosiddette coliche idiopatiche o per i disturbi del sonno e dell’allattamento.

Sintesi dei Contenuti:

  • Nozioni di base e avanzate di Bioenergetica Dolce
  • Crisi bioemozionale e approccio corporeo (modello 7 passi di Thomas Harms)
  • Metodologia psicoterapeutica corporea e verbale per la soluzione dei disturbi di regolamentazione del legame primario figlio genitore (compreso il supporto ai bambini che piangono)
  • Il corpo psicoterapeutico mediante la consapevolezza di sé
scroll back to top