Progetto del Centro Studi Eva Reich


La pace inizia dall'utero Eva Reich

Il Principio del Minimo Stimolo per la Prevenzione Primaria

Silja Wendelstadt, Eva Reich, Thomas HarmsSilja Wendelstadt fondò nel 1995 il Centro Studi Eva Reich di Roma dopo che Eva Reich, con la quale da anni aveva una intensa e profonda collaborazione, le disse “Tu hai veramente compreso come il Minimo Stimolo abbia un profondo e reale effetto nella prevenzione delle malattie e dei disagi psichici del bambino e dell’adulto.  Per questo è fondamentale e necessario diffondere il metodo del Minimo Stimolo come Prevenzione Primaria sin dall’inizio della vita per far sì che ci siano sempre meno malattie da curare”.

Con questa forte aspirazione e con l’incitazione e il sostegno di Eva Reich, Silja Wendelstadt “diede alla luce” il Centro Studi diffondendo e sviluppando con tutto il cuore una metodologia bioenergetica centrata sulla prevenzione con  Minimo Stimolo, metodo che come diceva Eva Reich “è patrimonio dell’Umanità”.

Orientato da questa “mission” il Centro Studi Eva Reich ha sempre sostenuto,Eva Reich nel suo lavoro applicato e incoraggiato pratiche dolci nell’accompagnamento della donna alla nascita del suo bambino e promosso il parto naturale. Perché permettere ad un bambino di nascere in un ambiente che gli dà modo di sviluppare la sorprendente competenza potenziale ad “essere” sia in definitiva l’evento più grande che si possa contribuire a creare affinché l’essere al mondo possa davvero essere fondato – grounded - nella fiducia di base nella vita.

In una nascita naturale autoregolata è possibile vedere all’opera la semplicità e la profondità della funzione bioenergetica del Minimo Stimolo. Partorendo, assistendo donne nel parto o anche vedendo parti naturali, in cui il sostegno alla madre sia dato da donne sensibili e sagge, ostetriche o doule (donne empatiche ed esperte del processo di nascita, con la capacità di entrare in contatto bioemozionale con la partoriente), possiamo riconoscere la qualità di risonanza e di amorevole rispetto che permea tutto il processo del venire alla luce, e come sia sottile, delicata e preziosa la qualità della presenza dell’essere che promuove questa espansione.

Il neonato che ha potuto vivere attivamente il proprio processo di nascita in un processo di risonanza accoppiata con una madre profondamente ancorata nel proprio processo di contatto con se stessa e sostenuta dall’ambiente in questo, mantiene in sé la competenza per completare la sequenza filogenetica e può attaccarsi autonomamente al seno, in quel processo di attaccamento alle risorse definito come Breast Crawl.breast crawl - autoattaccamento al senocompetenza neonato nell'attaccarsi al seno senza aiuti

visione e orientamento del neonato nell'attaccarsi al seno

Eva Reich ha sempre sostenuto che l’empatia, il tatto, la risonanza e la capacità di sintonizzazione di chi assiste al parto con il processo interno della donna sia la matrice esistenziale e ambientale per sostenere le risorse e promuovere una nascita senza traumi e violenze. Il suo motto era “La pace inizia dall’Utero”.

“Il mio principio del minimo stimolo – sostiene Eva Reich - assomiglia al comportamento dell’ostrica: se toccata dolcemente un’ostrica semiaperta, si apre totalmente; se invece la si vuole aprire con forza, si chiude e tale rimane per molto tempo.
Quando non si resta sotto questo limite della paura o del dolore, esiste il pericolo che la contrazione originaria, il trauma, si ripeta e la corazza si ispessisca anziché sciogliersi.
In quel caso il corpo è di nuovo in atteggiamento di difesa.
Con l’aiuto del mio metodo gentile, i blocchi si possono sciogliere e possono emergere emozioni e ricordi di un trauma del primo periodo di vita, che ora può essere affrontato e curato.
Se l’energia nel corpo fluisce, bisogna permettere a questo processo di svolgersi senza spingere né forzare.
Come quando si sviluppa un rullino e si intinge la foto nella soluzione di sviluppo: quando compare l’immagine non bisogna continuare a sviluppare altrimenti questa scomparirebbe.
Lo stesso vale per il mio lavoro con quei pazienti che hanno avuto dei traumi all’inizio della vita:
il minimo stimolo mette in moto un processo energetico che si sviluppa da sé”. (Eva Reich, Bioenergetica Dolce)

Il Minimo Stimolo  attiva un processo interno in cui l’organismo regola  l’intensità delle proprie risposte in modo “ecologicamente sostenibile” da tutto il sistema.

Una logica elementare farebbe pensare che ci voglia più forza per fare riemergere ciò che è avvenuto primitivamente o riparare antiche distorsioni. Una logica dalla quale non sono lontane molte tecniche di lavoro corporeo. Un lavoro corporeo muscolarmente molto intenso può però produrre una risposta contrattiva, che rivitalizza il trauma e rinforza la contrazione muscolare del blocco primitivo.

Eva Reich, attraverso l'osservazione, arriva a ipotizzare la strada opposta: quella del minimo stimolo. Tocco della FarfallaLa sua semplicità nasce dall'adesione alla realtà delle sue osservazioni: quando veniamo toccati si avvia un processo energetico, se il tocco supera la soglia del dolore la persona reagisce “ritirandosi”, come le amebe di reichiana memoria o le lumachine se toccate con poco tatto. È la naturale risposta a quello che viene percepito come un attacco. Se invece lasciamo che il contatto sia leggero, tutto l'impatto energetico che produce è accolto dall'organismo che, anziché ritirarsi, si apre al processo di autoregolazione e bioenergeticamente si espande. Ovvero ad un processo in cui l'organismo regola l'intensità delle proprie risposte in modo sostenibile da tutto il sistema.

Il Principio del Minimo Stimolo è in linea con una delle leggi fondamentali della fisiologia scoperta verso la metà del 1800 da Weber ed elaborata pochi anni dopo da Fechner.
Ci spiega Margherita Tosi del Centro Studi Eva Reich di Milano: “Questa legge della fisiologia afferma che la sensazione è sempre proporzionale al logaritmo dello stimolo. Il logaritmo è una funzione matematica che cresce lentamente al crescere della variabile da cui dipende.
Per esempio, il logaritmo di 1, che si scrive log1, vale 0, log10 vale 1, log100 vale 2, log1000 vale 3. Quindi la legge di WEBER e FECHNER ci dice che uno stimolo 10 volte maggiore produce soltanto una sensazione doppia. Questo è un fatto positivo poiché protegge l’organismo dagli stimoli eccessivi.
Esiste però un risultato sorprendente quando lo stimolo è piccolo. Infatti, quando la variabile diventa molto piccola, il logaritmo diventa negativo; la sensazione diventa quindi negativa, cosa che può voler dire che la sensazione non è più outbound , cioè rivolta verso l’esterno, ma inbound, cioè rivolta verso l’interno, capace quindi di riorganizzare l’interiorità.
Perciò la sensazione interiore prodotta dallo stimolo è tanto più grande quanto più piccolo è lo stimolo.”
L'attivazione di un processo interiore bioenergetico è intimamente collegata e connessa con il nostro Sistema Nervoso Autonomo, con le funzioni vitali da esso governate ed ha un effetto sull'espressione corporea della totalità dell’organismo perché ristabilisce il fluire dell'energia vitale (il flow, flusso) e si manifesta con il riscaldamento che accompagna l'apertura (il glow, calore ).

L’organismo, come ci mostra infatti la fisica quantistica dei sistemi viventi, è ottimizzato per risuonare sui piccoli stimoli ed accedere a processi di autorganizzazione bioenergetica, implementando e incrementando il proprio processo di salute. (Emilio Del Giudice, fisico, Premio Prigogine 2010)

Risonanza e Autoregolazione Bioenergetica del Tocco nel Contatto Bioenergetico (Basic Bonding)

Wilhelm Reich nel suo lavoro clinico e di ricerca all’interno dell’O.I.R.C., Orgonomic Infant Research Center, l’Istituto di Ricerca sulla Prevenzione Primaria, fondato nel 1949,  osservava che:
“Il periodo dalla formazione dell’embrione fino alla fine, circa, del primo anno di vita in orgonobiofisica è considerato il periodo critico in cui si costituisce il funzionamento del sistema energetico orgonotico (bio-sistema vivente). Questo lasso di tempo è decisivo per il successivo buon funzionamento bioenergetico … Il periodo tra i tre e cinque anni è considerato da Freud il periodo critico dello sviluppo psichico. Ma lo sviluppo psichico è profondamente influenzato dallo sviluppo del precedente periodo preverbale biofisico.
Con i blocchi del flusso e della pulsazione della bioenergia la capacità di autoregolazione della salute diminuisce.”

“Il bambino è prima di tutto una parte di natura vivente, che nasce portando con  sé un sistema bioenergetico governato da leggi naturali.
Entra in contatto bioenergetico con la madre e crea un’attrazione reciproca e innamoramento (bonding, interazione di attaccamento).
La capacità di autoregolazione si basa su leggi bioenergetiche, presenti alla nascita: il senso bioenergetico del contatto, la funzione dei campi di energia dei due, è ancora poco conosciuto dalla maggior parte degli specialisti, anche se le madri hanno da sempre naturalmente compreso i loro bambini con questo senso (istinto).
Il contatto bioenergetico è l’elemento emozionale ed esperenziale più importante nell’interrelazione tra madre e bambino, soprattutto prima della nascita e i primi giorni e mesi dopo.Contatto Bioemozionale La sorte futura del bambino dipende dalla creazione di questo contatto che è il core dello sviluppo emozionale e morale del bambino”. (Wilhelm Reich, Bambini del Futuro)

Il processo di Risonanza che il contatto bioenergetico avvia, è predisposto dalla natura come via verso la vita; è stato descritto da Alexander Lowen con queste parole:
“Quando un organismo entra in contatto con un altro organismo avvia un processo bioenergetico. Le onde di eccitazione di un corpo mandano le loro vibrazioni nello spazio circostante e possono far vibrare altri corpi. L’abilità delle madri di sentire ciò che succede ai loro bambini dipende da questo tipo di connessione tra loro. Con il contatto e attraverso la pulsazione bioenergetica autoespressiva, la madre sa di cosa ha bisogno il bambino.” Alexander Lowen, The Spiritualità of the Body, bioenergetic for grace and harmony. New York, 1990

Silja Wendelstadt, a questo proposito, ricava questa osservazione dalla sua esperienza di ricerca circa gli effetti del Minimo Stimolo: “Quando, nel contatto dei corpi e dello sguardo, tra i due l’energia fluisce e pulsa in un dialogo ritmico di glow and flow, di flusso e calore emotivo e fisico, senza parole, la loro salute si autoregola: “Tu senti me, io sento te: noi due ci apparteniamo”. In un continuum di esperienze filogenetiche, il bambino, tutt’altro che passivo, sa stimolare la madre perché risponda ai suoi messaggi e si aspetta che siano ascoltati. La madre, con un senso infinitamente raffinato, comune a tutte le donne, sente dentro di sé l’unica risposta “giusta”, risponde e gioisce del feedback che si crea con il bambino: è questa la autoregolazione. Questo dialogo energetico - bonding -  è il filo con il quale il bambino tesse il suo Sé nel mondo.”

“Il bonding”, dice infatti Eva Reich,Eva Reich “è un processo bio-energetico su cui possiamo lavorare bioenergeticamente”.


“Possiamo accedere alla capacità di autoregolazione dell’organismo solamente creando le condizioni che permettono l’apertura e il flusso: solamente creando esperienze di contatto, tramite il tocco della pelle, dello sguardo, della voce e della parola, che siano orientate al principio vitale del Minimo Stimolo, perché come sostiene Eva Reich, "Deve essere necessario, per quanto è possibile, una modificazione del vissuto. Si verifica così un ricollegamento, un re-bonding". (Silja Wendelstadt)


Da questa esperienza e conoscenza degli effetti del Minimo Stimolo si sviluppa l’approccio di Prevenzione Primaria nella metodologia del Basic Bonding, della riconnessione del contatto tramite il tocco e del tocco nel Massaggio Bioenergetico Dolce, perché l'autoregolazione, senza regolazione interattiva, non soddisfa i nostri bisogni vitali.
Non realizza il fatto, fondamentale, che come esseri umani siamo strutturalmente chiamati alla relazione e siamo nella nostra natura funzionalmente predisposti a relazioni amorevoli. Lasciamo così che l'ardore del contatto, rispettoso e modulato, permetta il fluire della nostra vitalità ad ogni fase della nostra vita.
Questo ci permetterà di vivere il nostro processo di salute; farà sì che ciascuno, con sempre maggiore semplicità, rispetto e delicatezza possa vivere la propria esistenza, diciamo così, nella pace e nella prevenzione primaria.


Beatrice Casavecchia 7 aprile 2011
Copyright Centro Studi Eva Reich Ancona

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